Sintesi

Da Bzaar Wiki.

(Necessita refactoring)

Questa pagina rappresenta un primo tentativo di sintetizzare quanto emerge da chiacchierate e letture sul tema. Spero diventerà una specie di scaletta delle priorità o delle necessità.

La prima cosa che andrebbe chiarita, a mio avviso, è qual'è l'obiettivo del BarCamp. Vogliamo tutti quanti creare un contenitore che diventi il riferimento nazionale ed internazionale del turismo italiano? Vogliamo farlo mettendo in campo le competenze, evidenti, che si stanno muovendo attorno a Ritalia? Le persone che possono essere coinvolte in questo progetto hanno competenze indiscutibili ma probabilmente non tutte saranno coinvolgibili a tempo pieno. Chi è disposto a farlo? in altri termini, ci deve essere un progetto di guadagno? A mio avviso sì, perché il progetto è grosso e non può essere grossolano. Vogliamo dialogare con le istituzioni? Secondo me è inevitabile. Ammesso anche che si riesca a creare un contenitore parallelo che sia sostenibile dal punto di vista economico il dialogo con le istituzioni, soprattutto gli enti locali, deve essere previsto ed auspicato (mettono soldi e persone, cosa vogliamo di più?).

Ok, fatemi fare un po' di riassunto della situazione. Parto dal presupposto che se dal BarCamp esce un documento di proposta ben fatto possiamo andare a bussare a diverse porte sia istituzionali sia aziendali. Se questo riassunto tende ad assomigliare ad un progetto non prendetela come una provocazione è solo una deformazione professionale o forse un'esigenza di pragmatismo.

I contributi si dividono grosso modo in tre macrocategorie, che possono corrispondere anche a tre gruppi di lavoro distinti, con competenze abbastanza separate tra loro. Anzi mi sa che la mia prima proposta in assoluto è di spezzare in tre questo wiki. Le prime cose da fare, prima del primo incontro, sono la produzione di un po' di materiale sul quale si possano fare ragionamenti di tempi, costi e benefici. Cerco di strutturare meglio.

  • Prima categoria: Struttura, fund raising e rapporto con le istituzioni. La struttura di associazione dovrebbe essere più che sufficiente, almeno all'inizio. I fondi sono disponibili, non c'è dubbio, bisogna produrre documenti che mettano nero su bianco due cose fondamentali, cosa si tiene e cosa si butta di quello che è stato fatto fin'ora (esempio: i soldi alle regioni in cosa sono stati investiti? ce ne sono ancora? ci sono stati interventi concreti da parte delle regioni per contribuire a Italia.it? ce ne sono a bilancio per il 2007? la struttura server/rete/connettività com'è? dov'é? immagino che questa si possa tenere, ecc...) e come investire i successivi soldi (ci vuole un progetto scritto in italiese, con sulla carta quattro o cinque punti chiave, con un preventivo dettagliato di spesa per ogni punto con direi due distinguo, quello che può fare direttamente l'associazione e quello che può essere fatto subappaltando a terzi, ricordatevi che se vogliamo andare a parlare con un politico dobbiamo anche fargli capire che sono tutti che ci guadagnano in un'operazione come questa, ok?). Qui il gruppo di lavoro deve essere piccolo, agile e preparato. Non più di 4 persone di responsabilità tra cui un tecnico, uno abile con la penna, uno con esperienza di amministrazione di capitali e persone ed uno a suo agio con la burocrazia, i timbri e quant'altro. E qualcun'altro che sappia incontrare le persone, parlarci, convincerle. Dico 'uno' solo per rapidità di scrittura, se ci fossero donne da coinvolgere sarebbe un plus. Istituiamo le quote rosa? :-). Riguardo la pubblicità, questo progetto secondo me ha le gambe per stare in piedi con un budget statale annuale, con i contributi degli enti locali (che possono essere di entità minore) e con le revenues generate dalle transazioni avvenute all'interno (creativi scatenatevi: gite scolastiche, settimane bianche, voli, treni, alberghi e quant'altro). Questo non significa però fasciarsi la testa. Ci sono un sacco di realtà aziendali che possono essere interessate a metterci dei soldi senza per questo inficiare la qualità dell'oggetto (Nomi? Lavazza, Fiat, il mondo della moda, aggiungete voi). Compito di questo gruppo potrebbe già essere quello di sondare il terreno per eventuali disponibilità. In questo primo gruppo ci finiranno anche quelli che avranno in mano la supervisione del progetto, il naso in tutto quello che accade anche negli altri due gruppi. Se c'è qualcuno in grado di scrivere un business plan faccia un fischio, ce n'è un gran bisogno
  • Seconda categoria: progetto e sviluppo del network. Mi pare di capire, e sono perfettamente d'accordo (soprattutto con me stesso), che quella che emerge dai contributi è una struttura composta da un network di contenitori duepuntozerosi e un sistema centralizzato di organizzazione dell'informazione. Questa categoria riguarda il network. Ogni punto dovrà comprendere: user generated content di varia natura (testo, foto, audio e video), contenuti "istituzionali" come ricettività, costi, sovvenzioni, facilitazioni, last minute, dite voi che siete più bravi di me ecc. ecc. ed eventi. I punti potranno essere a livello regionale o anche più capillari (immagino che Roma e Firenze possano generare più contenuti di intere altre regioni, per dire). Il gruppo di lavoro dovrà occuparsi: della progettazione del contenitore per la generazione di contenuti istituzionali (o per il loro reperimento ed organizzazione nel caso i contenuti ci siano già), del social contenitore per l'aggregazione di UGC (gastronomia, territorio, eventi, ecc.), dell'organizzazione degli eventi. Non dimentichiamoci delle community che si possono creare sia attorno ad eventi particolari sia più stabilmente attorno ad argomenti di pubblico interesse. Anche in questo caso, al più presto, dovrà essere presentato un documento che contenga: lo stato attuale dei contenuti istituzionali che reputiamo interessanti regione per regione, in modo da farci un'idea del budget necessario alla loro eventuale riorganizzazione. Tenete conto che di solito partire da zero costa meno che riorganizzare un pasticcio. Un progetto e relativo preventivo per la realizzazione di un social contenitore orientato ai fini di questo progetto. Valutare se costi meno fane uno per tutta l'Italia (ed italiani all'estero, giustamente) o se valga la pena farne tanti più "glocal". Tra i costi bisogna prevedere anche i costi di redazione, mi raccomando, che di solito i committenti si stupiscono del fatto che chi scrive debba anche venir pagato per farlo. Che il progetto abbia tutti i crismi non lo devo nemmeno dire. La calendarizzazione degli eventi dovrà essere progettata ed organizzata, a sua volta, in collegamento con quanto già esiste. Ricordiamoci che costa meno svincolare gli utenti (a tutto tondo sia chi produce sia chi fruisce) dai contenitori che obbligarli ad una scelta.
  • Terza categoria: l'organizzazione centrale. Credo valga la pena, anche in un sistema distribuito come potrebbe essere questo, di pensare di accentrare alcune cose, anche per semplificare la vita all'utente finale che dall'estero, per dire, in cinque minuti vuole capire se ha senso scegliere l'Italia o la Spagna. Inoltre tra le varie proposte ce ne sono alcune che per loro natura non sono distribiute in punti "periferici" ma sono riferibili a nient'altro che all'Italia nel suo complesso (i corsi online, per esempio). Cogliendo la palla al balzo si potrebbe creare un gruppo di lavoro che si occupi: dell'organizzazione dell'informazione (architetti dell'informazione, grafici e web designers unitevi!) sia "manuale" sia "automatica" in modo da generare "pacchetti informativi" semplici ed aggiornati a disposizione sul sito centrale e vie di navigazione che permettano approfondimenti via via più complessi fino eventualmente ad arrivare alla singola regione o al singolo comune (ci fermiamo qui o arriviamo a livello di condominio?). Tenete presente che la parola chiave fondamentale che attira il turista deve essere "divertimento" e come diceva la signorina Carlotta "il divertimento è una cosa serissima". Qui c'è bisogno: del progetto del contenitore e della sua organizzazione con costi e quant'altro. Avete parlato di YouTube. Secondo me questo contenitore si deve occupare anche, in maniera autonoma da servizi già presenti sulla Rete, della raccolta e fornitura di audio-video-foto. Il perché penso questo esula dai termini di questo documento, ma insomma i punti si possono riassumere in: contenuti italiani in contenitori italiani (ed istituzionali) e ciascuno di questi sottoprogetti può avere la forza di competere (anche economicamente) con gli altri oggi presenti in Rete facilitando la finanziabilità dell'intero progetto. Il progetto di un sistema di aggregazione automatico che se non risolva almeno aiuti la composizione delle varie aree tematiche (qui c'è un conflitto di interessi che mi coinvolge in prima persona, lo dico subito). L'organizzazione degli aspetti redazionali. Il collegamento con le istituzioni centrali (ministeri, in primis). In queste due categorie dovranno cadere la maggior parte delle persone e delle competenze tecniche e di organizzazione dei contenuti. Bisognerà iniziare a scrivere i progetti (questo wiki va benissimo, almeno all'inizio), bisognerà farsi un'idea dei tempi e dei costi, insomma bisogna subito prendere alcune decisioni, tra cui, non trascurabili, anche quelle tecniche. Vi prego fin da subito di avere un atteggiamento positivo e di mettere da parte le guerre di religione, cerchiamo di essere pragmatici. Molti degli strumenti che avete proposti sono buoni ma non ideali. Molti di voi fanno i programmatori di professione. Possiamo avere anche il coraggio di partire da quello che c'è per fare qualcosa di meglio di quello che c'è (costa meno partire da zero che aggiustare un pasticcio...).
Risorse (altrove)